Differenze tra Semi Regolari , Femminizzati e Autofiorenti

Differenze tra Semi Regolari, Femminizzati e Autofiorenti

Molte persone ci chiedono la differenza tra semi regolari, femminizzati e autofiorenti.  In questo articolo cercheremo di spiegare le differenze così da chiarire ogni dubbio. Ciascun coltivatore sceglierà poi in base alle sue preferenze. 

Intanto dobbiamo spiegare che le piante di cannabis hanno un sesso: possono essere maschi o femmine (in alcuni casi anche ermafroditi)  e sviluppare i relativi organi riproduttivi.  Il sesso della pianta non si riconosce dal seme, ma nelle prime fasi di fioritura, quando la pianta maschio sviluppa piccoli grappoli simili ad un casco di banane, all’interno dei quali viene prodotto il polline.  Le piante femmina di contro, sviluppano fiori (calici) con i pistilli predisposti ad accogliere il polline prodotto dai maschi nei grappoli di cui vi abbiamo accennato.  Quando il polline feconda i calici, la pianta femmina inizia a produrre semi. Questo processo di impollinazione avviene in maniera molto semplice come per il resto dei fiori in natura.  Le piante ermafrodite sono invece in grado di sviluppare sia i grappoli contenenti il polline, tipico del maschio, sia i calici per accoglierlo, tipico della femmina. Questo accade spesso quando la pianta di cannabis viene sottoposta ad un forte stress: il suo istinto di sopravvivenza la porta a sviluppare entrare gli apparati per auto riprodursi e portare avanti i geni della propria specie. Rare eccezioni vogliono che anche il maschio possa produrre calici, tuttavia è un fenomeno sporadico. 

SEMI FEMMINIZZATI E SEMI REGOLARI: LE DIFFERENZE

I semi regolari sono quelli che vengono prodotti in modo naturale nel ciclo di vita di una pianta. Se il maschio (con coppia di cromosomi XY quindi)  impollina una femmina (coppia cromosomica XX) , i semi prodotti dalla femmina avranno in alcuni casi cromosomi XX in altri cromosomi XY. Non si potrà distinguere dunque il seme che i nostri produce fiori (calici) dal seme che produrrà i grappoli contenenti polline.  

I semi femminizzati, di contro, nascono da piante femmina impollinate da un’altra pianta femmina che sottoposta a stress ha sviluppato grappoli con polline, entrambe con coppia cromosomica XX. Tuti i semi che quindi si produrranno saranno rigorosamente semi con con cromosomi XX e che quindi daranno vita esclusivamente a piante femmina che produrranno fiori, che sono quelli che hanno il contenuto di cannabinoidi utilizzato a scopo medico o ricreativo. 

Un coltivatore interessato esclusivamente alla produzione di fiori, sceglierà quindi semi femminizzati, con la certezza di coltivare piante di sesso femminile, acquistando semi di Cannabis femminizzati. In questo modo eviterà quindi di dover scovare nella sua coltivazione le piante maschio prima che impollinino la femmina che se impollinata, concentrerebbe le energie nella produzione semi e non in quella di fiori.  Alcuni coltivatori, tuttavia, preferiscono i semi regolari, per ragioni che spiegheremo in seguito nei prossimi paragrafi. 

I SEMI FEMMINIZZATI

I semi femminizzati sono prodotti dall’incrocio di due piante con genetica XX, due femmine quindi, i quali produrranno piante esclusivamente di sesso femminile. In genere, per produrre semi femminizzati i coltivatori somministrano alle piante femmina argento colloidale, stressando la pianta e stimolandola a produrre organi maschili per ottenere un polline con coppia cromosomica XX.

Il polline XX viene poi usato per impollinare i calici di un’altra femmina con coppia cromosomica XX che darà vita a semi femminizzati. Raramente, somministrando argento colloidale ad una pianta femmina, i semi che si sviluppano  possono essere ermafroditi. Spesso si tratta di casi in cui la pianta femmina ibridata all’origine aveva già una forte predisposizione genetica all’ermafroditismo. 

Gli appassionati di cannabis che hanno interesse alla produzione di calici pieni di resina, preferiscono usare semi già femminizzati per avere la certezza al 100% che le piante che nasceranno produrranno i fiori a cui sono interessati. Se infatti vi fosse un maschio nella coltivazione, potrebbe impollinare le femmine rovinando così la fioritura che è quella ricercata per la resina. Non sarà costretto a controllare costantemente le piante per capirne il sesso ed eliminare i maschi prima che impollinino le femmine con la garanzia di ottenere sempre piante con fiori trasudanti di resina. 

I SEMI FEMMINIZZATI AUTOFIORENTI

Al di la delle differenze cromosomiche tra maschio e femmina, molti coltivatori sanno perfettamente che esistono diverse  sottospecie di piante di cannabis: le più conosciute sono le Indiche e le Sative. Tuttavia, pochi conoscono la cannabis Ruderalis, un’altra sottospecie bassa e cespugliosa probabilmente evolutasi nelle zone bugie e fredde della Siberia. Giornate estive molto lunghe e fredde nottate invernali hanno fatto si che la Ruderalis, per sopravvivere,  adattasse le sue fasi di crescita e fioritura non al ciclo solare (foto-periodo - in base alle ore di buio e di luce)  ma ad un semplice ciclo temporale, indipendentemente dal sole e la quantità di ore di buio e di luce.

Incrociando varietà di cannabis Ruderalis con varietà Indica e Sativa femminizzate, si ottengono piante con ciclo vitale Ruderalis, quindi di una certa durata temporale ma che producono fiori di qualità altamente superiore rispetto alla coltivazione di una Ruderalis pura che solitamente non eccelle in produzione di resina.  Questi semi conosciuti come autofiorenti o automatici, vengono prediletti da chi esige una pianta femmina, non vuole o non può coltivare usando lampade per regolare il ciclo di crescita e fioritura della pianta indoor, o che vuole semplicemente aspettare un predefinito numero di settimane per il raccolto senza doversi preoccupare delle ore di luce, o anche qualora si coltivasse outdoor, del periodo dell’anno. 

Le autofiorenti hanno un ciclo vitale prestabilito, sono di norma di semplice coltivazione e possono essere coltivate ovunque ed in qualsiasi periodo dell’anno. Di contro, la produzione di fiori è minore dei semi femminizzati, sebbene con i nuovo ibridi autofiorenti, si stiano ottenendo risultati davvero incredibile in termini di produzione che possono avvicinarsi a quelli dei piante soggette al fotoperiodo. 

I SEMI REGOLARI

Quando una pianta di Cannabis di sesso maschile (con coppia di cromosomi XY) impollina una pianta di Cannabis femmina (con una coppia di cromosomi XX), all'interno dei calici femminili si formano semi regolari che avranno il 50% di probabilità che si sviluppi una pianta maschio ed il restante 50% di probabilità che si sviluppi una pianta femmina.

I semi regolari sono di solito più ricercati dai coltivatori esperti e dai professionisti: i motivi sono molteplici.  In primis, le piante femmina nate da semi regolari dimostrano una genetica molto stabile che permette loro di diventare piante madri da clonare, evitando quindi di acquistare semi per ogni raccolto. In secondo luogo, anche se questa tesi non è condivisa da tutti, le cime resinose che si sviluppano da piante femmina nate da semi regolari, sono di qualità superiore.  Inoltre i coltivatori più esperti si divertiranno a creare particolari ibridi, incrociando piante dalle genetiche uniche e di loro gusto. 

I SEMI REGOLARI AUTOFIORENTI

I semi regolari autofiorenti non sono molto comuni ma ultimamente stanno crescendo in popolarità: la Top Tao Seeds  è una banca del seme specializzata in questo tipo di genetica, dove incrociando una pianta maschio con una pianta femmina ( dove almeno una delle due contiene una genetica autofiorente, quindi anche geni della Ruderalis) crea ottimi semi regolari e non soggetti al foto-periodo ma in grado di fiorire autonomamente in un determinato periodo di tempo. 

 

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